La governance tra Pubblica Amministrazione e ETS - Amministrazione condivisa - Legalproxì
18607
wp-singular,post-template-default,single,single-post,postid-18607,single-format-standard,wp-theme-bridge,bridge-core-2.2.2,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-theme-ver-16.9,qode-theme-bridge,qode_header_in_grid,wpb-js-composer js-comp-ver-6.1,vc_responsive,elementor-default,elementor-kit-18280
 

La governance tra Pubblica Amministrazione e ETS – Amministrazione condivisa

La governance tra Pubblica Amministrazione e ETS – Amministrazione condivisa

L’amministrazione condivisa rappresenta oggi un modello innovativo di collaborazione tra le Pubbliche Amministrazioni (PA) e gli Enti del Terzo Settore (ETS) finalizzato alla produzione di servizi e all’attuazione di interventi di interesse generale non più in forma unilaterale, bensì attraverso processi partecipati e condivisi. 

Questo modello trova il suo principale riferimento nel Decreto Legislativo 3 luglio 2017, n. 117, noto come Codice del Terzo Settore (CTS), in particolare nell’articolo 55 del Codice stesso, che sancisce formalmente la possibilità per le PA di adottare forme di co-programmazione e co-progettazione con gli ETS. 

La disciplina del CTS si inserisce nel quadro più ampio dei principi costituzionali italiani, tra cui spicca quello della sussidiarietà orizzontale previsto dall’art. 118, comma 4, della Costituzione, che riconosce il valore degli ETS come soggetti attivi nel soddisfacimento dei bisogni sociali

L’amministrazione condivisa nasce come alternativa alle tradizionali logiche di acquisto di servizi tramite appalti o convenzioni, permettendo una paritetica collaborazione nelle fasi di pianificazione, progettazione e gestione dei servizi sociali e di interesse generale. 

Secondo la dottrina e la giurisprudenza amministrativa, le forme di amministrazione condivisa mirano a:

  • Coinvolgere attivamente gli ETS nella definizione delle priorità e degli obiettivi territoriali.  
  • Fare emergere conoscenze e competenze specifiche insite negli ETS per la lettura dei bisogni sociali.  
  • Costruire soluzioni progettuali condivise che non siano solo esecutive rispetto a decisioni già prese dall’amministrazione pubblica, ma frutto di un dialogo costante e strutturato.  

Questo approccio supera l’antica relazione contrattuale basata su criteri di mercato e introduce una logica relazionale, dialogica e partecipativa orientata al bene comune. 

La co-programmazione è la fase in cui PA ed ETS lavorano insieme per:

  • Individuare i bisogni sociali specifici del territorio;
  • Definire le priorità d’intervento;
  • Orientare gli strumenti di policy locale e i piani di sviluppo dei servizi.  

Si tratta di una fase preliminare e strategica, in cui l’ETS è chiamato non più come semplice erogatore, ma come partner conoscitivo e propositivo. Tale processo implica un’istruttoria partecipata e un dialogo continuo tra le parti per delineare programmi condivisi. 

Normativamente, l’art. 55 del CTS prevede che la co-programmazione sia una delle modalità attraverso cui le PA assicurano “il coinvolgimento attivo degli Enti del Terzo Settore” nell’esercizio delle proprie funzioni di organizzazione territoriale. 

La co-progettazione rappresenta il passo operativo successivo: a partire dalle linee strategiche condivise nella co-programmazione, PA ed ETS progettano insieme interventi e servizi, definendo azioni, responsabilità, risorse e processi di realizzazione. 

Contrariamente alla tradizionale impostazione basata su gare e contratti, la co-progettazione riconosce all’ETS un ruolo non marginale ma partecipativo e creativo nella costruzione di soluzioni dedicate ai bisogni individuati, coinvolgendolo fin dalle fasi ideative. 

Questo strumento, introdotto dall’art. 55, è inteso come strumento di governance condivisa, dove l’ETS apporta competenze tecniche, esperienze di campo e relazioni con la comunità locale, integrandosi con la funzione pubblica. 

Per tradurre in pratica i principi di amministrazione condivisa, nel 2021 è stato emanato il Decreto Ministeriale n. 72/2021, che ha introdotto le Linee guida sul rapporto tra PA ed ETS in riferimento agli articoli 55-57 del CTS, fornendo indicazioni operative su come strutturare i percorsi di co-programmazione e co-progettazione nel rispetto dei princìpi di trasparenza amministrativa, partecipazione e sussidiarietà. 

Queste Linee guida chiariscono che i percorsi condivisi:

  • Devono rispettare le regole del procedimento amministrativo, inclusi quelle della L. n. 241/1990;  
  • Prevedono fasi distinte ma integrate di ascolto, confronto, progettazione;  
  • Richiedono documentazione chiara e criteri di partecipazione trasparenti

L’amministrazione condivisa, mediante gli istituti della co-programmazione e della co-progettazione, rappresenta un’evoluzione normativa e culturale nelle relazioni tra PA ed ETS. Essa traduce in pratica principi costituzionali – come la sussidiarietà orizzontale – e punta a un welfare partecipativo, capace di coniugare competenze pubbliche e risorse associative per rispondere in modo efficace ai bisogni sociali delle comunità.

No Comments

Lascia un commento