MP Consulenza Legale | ASSEGNO FIGLI: STOP ALLE RENDITE DI POSIZIONE
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ASSEGNO FIGLI: STOP ALLE RENDITE DI POSIZIONE

ASSEGNO FIGLI: STOP ALLE RENDITE DI POSIZIONE

Il matrimonio, com’è noto, non produce solamente diritti ma al contrario anche doveri verso il proprio partner e la propria prole. Insieme alla fedeltà e alla collaborazione tra i coniugi, l’assistenza morale e materiale tra gli stessi verso i figli è aspetto assai rilevante.

MA IN COSA SI SOSTANZIA IL MANTENIMENTO?

L’obbligo di mantenimento fa riferimento a tutto l’occorrente per il benessere psico-fisico e materiale dei figli. Tra questi, sicuramente è possibile individuare ad esempio:

  • l’acquisto di abbigliamento e accessori;
  • la messa a disposizione della casa;
  • garantire la frequenza alla scuola e il relativo acquisto dei libri e del materiale didattico;
  • la partecipazione alle iniziative scolastiche;
  • la partecipazione ad attività sportive.

In sintesi, così come espresso dalla cassazione, con la pronuncia del 13 dicembre 2016 n. 15531, n. 6197 del 22 marzo del 2005, i genitori devono predisporre una stabile organizzazione domestica idonea a rispondere a tutte le necessità di cura ed educazione. Gli obblighi del mantenimento devono essere adempiuti  solidarmente da entrambi i genitori perché, in caso contrario, cioè se è solamente uno di loro a farlo, avrà il diritto di domandare all’altro l’integrale rimborso di quanto speso o la quota che gli sarebbe spettata in ragione del principio della proporzionalità, cosi come sottolineato da numerose pronunce della cassazione.

MA FINO A QUANDO?

La giurisprudenza, è passata, nel corso del tempo, da quella concezione che dava il via libera, ad esempio, al mantenimento del proprio figlio anche se, laureato da tempo, non riusciva a trovare lavoro, perché non rispondente alla proprie aspettative ed aspirazioni, e che quindi, chiedeva ed otteneva una sorta di paghetta in attesa del lavoro perfetto, al principio secondo cui compiuti 18 anni, se non studia, deve trovarsi una fonte di sostentamento…..un lavoro in buona sostanza!

Un cambio di passo che, alla concezione assistenzialistica del mantenimento, ha lascito posto a quella dell’autoresponsabilità. Cosa intendiamo quando parliamo di autoresponsabilità?

Terminati gli studi, qualunque essi siano, un figlio ha il dovere di trovare lavoro per potersi rendere autonomo, a nulla rilevando, il non trovarlo perché non in linea con le proprie aspettattive.

Il concetto di mantenimento porta con sè una idea, non già assicurativa, ma al contrario educativa.

In sintesi, il concetto che emerge è che non è solo il genitore a doversi adattare al lavoro, ma è compito anche del figlio adattarsi in attesa di tempi migliori.

Avv. Pietro Monico

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